In un mondo sempre più sconvolto e prigioniero della violenza, che tocca la quotidianità del mondo degli adulti ma anche degli adolescenti, le relazioni nazionali, ma anche quelle internazionali tra gli Stati, occorre ritornare alla dimensione vera e essenziale della nostra vita.
Attuale e coinvolgente è stato l’incontro, organizzato dall’Istituto Omnicomprensivo “G. Rivera” di Guglionesi, che si è svolto nella mattinata del 13 marzo 2026 presso il Plesso della Scuola Primaria, e rivolto agli alunni delle classi quinte.
L’iniziativa, a contrasto del bullismo e del cyberbullismo, ha rappresentato un momento di riflessione e confronto su un tema sempre più attuale e delicato. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare i più giovani sull’importanza del rispetto reciproco e sull’uso consapevole delle parole, sia nella vita quotidiana che nel mondo digitale.
All’evento sono intervenuti: il dott. Nicola Malorni, psicologo e psicoterapeuta, il Presidente dell’Associazione ODV “STOP BULLISMO” di Macchia d’Isernia, Fabio Iannucci, e la dott.ssa Antonella Petrella, psicologa e psicoterapeuta, nonché autrice del libro “Stella che imparò a brillare.”
I relatori hanno dialogato con gli studenti, in modo semplice e diretto, offrendo spunti di riflessione e raccontando esperienze e situazioni concrete, per aiutare i bambini a comprendere meglio cosa siano il bullismo ed il cyberbullismo e come riconoscerli. Particolare rilevanza è stata attribuita al valore della gentilezza, indicata come un valore molto importante e uno degli atteggiamenti più semplici, ma allo stesso tempo più efficaci, per prevenire comportamenti aggressivi e per creare relazioni serene e positive, utili al benessere di tutti. Comportarsi con gentilezza, non è soltanto un atto di buona educazione, ma un atteggiamento capace di migliorare la vita quotidiana: una parola di incoraggiamento o un sorriso possano fare la differenza per chi si sente escluso o in difficoltà. La gentilezza crea un clima di fiducia e aiuta a prevenire situazioni di isolamento e di prevaricazione. È fondamentale saper ascoltare gli altri, rispettare le differenze, aiutare chi ha bisogno e avere il coraggio di proteggere chi viene trattato ingiustamente. Solo in questo modo si può costruire una vera e propria “catena positiva”: un gesto gentile ricevuto, spesso, porta a compierne un altro,
generando un circolo virtuoso capace di migliorare l’ambiente scolastico e le relazioni interpersonali.
Educare al rispetto, pertanto, significa promuovere una cultura basata sull’empatia, sull’attenzione verso gli altri e sulla responsabilità delle proprie azioni; con il dialogo e la collaborazione si genera una comunità più inclusiva, nella quale ogni bambino può sentirsi accolto, valorizzato e libero di esprimere se stesso.


